
Attività 1. Qua sotto ci sono gli anagrammi di alcuni dei personaggi presenti nel romanzo “Io non ho paura”. Trovateli rimettendo in ordine le lettere. Solo uno è un nome femminile.
lcmihee
rmaia
oifilpp
orsegi
Attività 2. Rimettere in ordine la trama del romanzo. L’inizio e la fine sono corretti.
1.Michele vive in un paesino, anzi, proprio quattro case, della Basilicata. Con la sorella più piccola,Maria, e altri amici scorrazza in bicicletta nelle stradine in mezzo al grano. A casa c’è la mamma e il papà fa il camionista.
2. Non riesce a immaginare un rapimento. Nelle successive visite gli porta da mangiare, gli parla, gli ridà una speranza. La televisione racconta di questo Filippo rapito a Milano
3. Così Michele capisce. Arriva a casa tale Sergio, il “milanese” che tira le fila. Tutta la famiglia è implicata. Ma il cerchio si stringe, gli elicotteri girano. Il panico sopraggiunge
4… Occorre sopprimere l’ostaggio. Michele corre per salvarlo. Riesce a spingerlo fra i campi, sopraggiunge il padre che non esita a sparare al bambino, che però è Michele
5. Incuriosito da una porta di lamiera vicino a una casa diroccata, Michele la apre e vede un buco, e in fondo un piede che esce da una coperta.
6. Dopo lo spavento iniziale torna sul luogo e scopre che quel piede appartiene a un bambino come lui, biondo e delicato, quasi cieco per il buio, ridotto a una larva
7.Gli elicotteri dei carabinieri illuminano il milanese con le braccia alzate, il padre col figlio in braccio e il piccolo Filippo che si è salvato.
Confrontate con la versione corretta.
Michele vive in un paesino, anzi, proprio quattro case, della Basilicata. Con la sorella più piccola e altri amici scorrazza in bicicletta nelle stradine in mezzo al grano. A casa c’è la mamma e il papà fa il camionista. Incuriosito da una porta di lamiera vicino a una casa diroccata, Michele la apre e vede un buco, e in fondo un piede che esce da una coperta. Dopo lo spavento iniziale torna sul luogo e scopre che quel piede appartiene a un bambino come lui, biondo e delicato, quasi cieco per il buio, ridotto a una larva. Non riesce a immaginare un rapimento. Nelle successive visite gli porta da mangiare, gli parla, gli ridà una speranza. La televisione racconta di questo Filippo rapito a Milano. Così Michele capisce. Arriva a casa tale Sergio, il “milanese” che tira le fila. Tutta la famiglia è implicata. Ma il cerchio si stringe, gli elicotteri girano. Il panico sopraggiunge. Occorre sopprimere l’ostaggio. Michele corre per salvarlo. Riesce a spingerlo fra i campi, sopraggiunge il padre che non esita a sparare al bambino, che però è Michele. Gli elicotteri dei carabinieri illuminano il milanese con le braccia alzate, il padre col figlio in braccio e il piccolo Filippo che si è salvato.

Attività 3.Collegate le parole e le espressioni riportate nella tabella al loro significato
| Parole e espressioni | Significati |
| 1.scorrazza 2.ostaggio 3.lamiera 4.diroccata 5.larva 6.tira le fila 7.implicata 8.il cerchio si stringe 9.sopraggiunge 10.sopprimere | a.pezzo di metallo b. arriva a una conclusione, chiarisce i fatti c.arriva all’improvviso d. persona rapita da criminali e.coinvolta f.uccidere g. cadente,in rovina h. prima fase dello sviluppo ad.es di un insetto. I.si sta per raggiungere la soluzione del problema l. corre da una parte all’altra, giocando |
Attività 4. Gara a gruppi! L’insegnante leggerà un brano del romanzo. Ascoltatela e a gruppi rispondete alle domande. Avete 10 minuti di tempo. Poi leggete il testo voi stessi e verificate.
1. In quale stagione e in quale anno siamo?
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2. Perché quell’anno è cos’ì particolare?
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5. Quanti anni ha Michele?
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6. Quanti anni ha Maria?
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7. Come si chiama il paese dove abitano tutti i protagonisti?
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Stavo per superare Salvatore quando ho sentito mia sorella che urlava. Mi sono girato e l’ho vista sparire inghiottita dal grano che copriva la collina.
Non dovevo portarmela dietro, mamma me l’avrebbe fatta pagare cara.
Mi sono fermato. Ero sudato. Ho preso fiato e l’ho chiamata. – Maria? Maria?
Mi ha risposto una vocina sofferente. – Michele!
– Ti sei fatta male?
– Sì, vieni.
– Dove ti sei fatta male?
– Alla gamba.
Faceva finta, era stanca. Vado avanti, mi sono detto. E se si era fatta male davvero?
Dov’erano gli altri?
Vedevo le loro scie nel grano. Salivano piano, in file parallele, come le dita di una mano, verso la cima della collina, lasciandosi dietro una coda di steli abbattuti.
Quell’anno il grano era alto. A fine primavera aveva piovuto tanto, e a metà giugno le piante erano più rigogliose che mai. Crescevano fitte, cariche di spighe, pronte per essere raccolte.
Ogni cosa era coperta di grano. Le colline, basse, si susseguivano come onde di un oceano dorato. Fino in fondo all’orizzonte grano, cielo, grilli, sole e caldo.
Non avevo idea di quanto faceva caldo, uno a nove anni, di gradi centigradi se ne intende poco, ma sapevo che non era normale.
Quella maledetta estate del 1978 è rimasta famosa come una delle più calde del secolo. Il calore entrava nelle pietre, sbriciolava la terra, bruciava le piante e uccideva le bestie, infuocava le case. Quando prendevi i pomodori nell’orto, erano senza succo e le zucchine piccole e dure. Il sole ti levava il respiro, la forza, la voglia di giocare, tutto. E la notte si schiattava uguale.
Ad Acqua Traverse gli adulti non uscivano di casa prima delle sei di sera. Si tappavano dentro, con le persiane chiuse. Solo noi ci avventuravamo nella campagna rovente e abbandonata.
Mia sorella Maria aveva cinque anni e mi seguiva con l’ostinazione di un bastardino tirato fuori da un canile.
“Voglio fare quello che fai tu”, diceva sempre. Mamma le dava ragione.
“Sei o non sei il fratello maggiore?” E non c’erano santi, mi toccava portarmela dietro.
Nessuno si era fermato ad aiutarla.
Normale, era una gara.
Attività 5. In piccoli gruppi cercate di fare un disegno del paesaggio.
Attività 6. A coppie: partendo dal vostro disegno provate a ricostruire la storia e raccontatela al vostro compagno
Attività 7.Rileggete il testo e sottolineate tutti i verbi all’imperfetto, al passato prossimo e al trapassato prossimo. Poi cercate e riscrivete almeno una frase che esprima:
1.un’azione in svolgimento
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2.una descrizione
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3.un’azione con un inizio e una fine
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4.un’intenzione
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5.un’azione che è avvenuta nel passato prima di un’altra
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6. un’abitudine del passato
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Attività 8.Adesso guardate lo spezzone del film fino al minuto 3.03. Fate molta attenzione ai personaggi,come si muovono,come sono vestiti ecc.
| Michele | Filippo | |
| Descrizione fisica, abbigliamento | Capelli neri | Capelli biondi |
| Carattere |
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Attività 9. A.coppie.Immaginatevi la vita dei due bambini e create una storia. Vengono dalla stessa città? Cos’hanno in comune e cosa di diverso? Perché sono così amici?Usate tutta la vostra fantasia.
Attività 10. Ora raccontate la storia dal punto di vista di Filippo o di Michele.
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Attività 11. Leggete un’altra pagina del libro e coniugate i verbi
– Dritti, su per la collina. Niente curve. È vietato stare uno dietro l’altro. È vietato fermarsi. Chi arriva ultimo paga penitenza -. (decidere)……………….il Teschio e mi(concedere)……………: – Va bene, tua sorella non gareggia. È troppo piccola. – Non sono troppo piccola! – (protestare)…….Maria. – Voglio fare anch’io la gara! – E poi (cadere). Peccato, (io-essere)…………….terzo. Primo (essere)………….Antonio. Come sempre. Antonio Natale, detto il Teschio. Perché ( chiamarlo)…………il Teschio non me lo ricordo. Forse perché una volta (appiccicarsi)……………….. sul braccio un teschio, una di quelle decalcomanie che (comprarsi)………………dal tabaccaio e (attaccarsi)………………con l’acqua. Il Teschio (essere)……………il più grande della banda. Dodici anni. Ed (essere)…….. il capo. Gli ( piacere)…………….comandare e se non (tu-obbedire)……….(diventare)……… cattivo. Non (essere)……una cima, ma (essere)……..grosso, forte e coraggioso. E (arrampicarsi)……………………..su per quella collina come una dannata ruspa. Secondo (essere)……….Salvatore. Salvatore Scardaccione (avere)………nove anni, la mia stessa età. (Essere) …….in classe insieme. (Essere)………….. il mio migliore amico. Salvatore (essere)……… più alto di me. (Essere)……….un ragazzino solitario. A volte (venire)………. con noi ma spesso (starsene)…………. per i fatti suoi. (essere)……più sveglio del Teschio, gli sarebbe stato facilissimo spodestarlo, ma non gli (interessare)……….diventare capo. Il padre, l’avvocato Emilio Scardaccione, (essere)……………una persona importante a Roma. E (avere)…………un sacco di soldi in Svizzera. Questo(dirsi)…….. Poi (esserci)……… io, Michele. Michele Amitrano. E anche quella volta (essere)……terzo, stavo salendo bene, ma per colpa di mia sorella adesso (essere)…………fermo. Stavo decidendo se tornare indietro o lasciarla là, quando (ritrovarmi)…………….quarto. Dall’altra parte del crinale quella schiappa di Remo Marzano(superarmi)………… E se non (rimettermi)……………..subito ad arrampicarmi (superarmi)………….pure Barbara Mura. Sarebbe stato orribile. Sorpassato da una femmina. Cicciona. Barbara Mura (salire)………….a quattro zampe come una scrofa inferocita. Tutta sudata e coperta di terra. – Che fai, non vai dalla sorellina? Non(sentirla)……………..? (Farsi)…………male, poverina, – (grugnire)………………felice. Per una volta non sarebbe toccata a lei la penitenza. Ci vado, ci vado… E ti batto pure -. Non (potere)………….dargliela vinta così. (Voltarmi)………….e (cominciare)………….a scendere, agitando le braccia e urlando come un sioux. I sandali di cuoio (scivolare)…………….sul grano. (io-finire)…….culo a terra un paio di volte. Non (vederla)…………………. – Maria! Maria! Dove stai? – Michele… Eccola. (Essere)…………..lì. Piccola e infelice. Seduta sopra un cerchio di steli spezzati. Con una mano (massaggiarsi)……………….una caviglia e con l’altra (tenersi)……………gli occhiali. (Avere)……………i capelli appiccicati alla fronte e gli occhi lucidi. Quando(vedermi)……………, (storcere)………………..la bocca e (gonfiarsi)………………………..come un tacchino. – Michele…? – Maria, (farmi)…………….perdere la gara! (Dirti)………………….di non venire, mannaggia a te-(Sedermi). – Che(farti)…………..?
Attività 11.Scrivete un testo su un avvenimento particolare nella vostra vita successo quando eravate bambini.
