

Marcello Mastroianni
Mi ricordo, sì, io mi ricordo
Come un vecchio elefante
Mi ricordo un grande albero di nespole.
Mi ricordo lo stupore e l’incanto guardando i grattacieli di New York al tramonto, in Park Avenue.
Mi ricordo quel tegamino d’alluminio senza un manico. Mia madre ci friggeva le uova.
Mi ricordo la voce di Rabbagliati che esce da un grosso giradischi e canta: “E tic e tac-cos’è che batte-è l’orologio del cuor”.
Mi ricordo Clark Gable molto giovane, in bianco e nero, di schiena:poi si volta e sorride-così. Un mascalzone irresistibilmente simpatico. Che film era? Accade una notte, forse.
Mi ricordo la bottega di falegname di mio nonno e di mio padre.Mio nonno fa una sedia.Mi ricordo l’odore del legno,l’odore del legno!.
Mi ricordo l’uniforme dei tedeschi.Mi ricordo gli sfollati. Una volta, mi ricordo, ho sognato di abitare in un dirigibile. O forse era un’astronave.
Mi ricordo di H.G Wells, Simenon, Ray Bradbury.
Mi ricordo le illustrazioni a colori del “Corriere della Sera”. E anche di Flash Gordon.
Mi ricordo che Fellini mi chiamava Snaporaz.
Mi ricordo del mio primo campeggio.
